Chi sono


salterio cIl mio nome è Camilla Margherita Ferrari, sono nata nel 1986 a Sassuolo, dove tuttora vivo e lavoro, nella casa e nel laboratorio di famiglia, giunto, con me, alla quarta generazione artigiana. Fare l’artigiano non è stata fin dal principio la mia idea di vita e futuro, ho sempre amato la musica e soprattutto la storia, antica e recente, così mi sono laureata in Scienze dei beni culturali e successivamente in Archeologia mentre portavo avanti gli studi musicali classici. Nonostante sentissi di appartenere pienamente all’ambito di studi che avevo scelto, non provavo la stessa certezza nei confronti della tipologia lavorativa che mi si prospettava, e più andavo avanti più il dubbio si faceva pressante.

Un giorno per un caso “fortuito”, anche se forse nulla succede per caso, si è rotto il mio pianoforte e per il senso di familiarità artigiana dovuto all’essere nata e cresciuta in una famiglia di artigiani, ho deciso di ripararmelo da sola. È un racconto banale, ma lavorare con le mani su qualcosa che amavo, ripararlo non con eccessiva difficoltà ma nemmeno senza doverci riflettere, vederlo tornare funzionante e sotto certi aspetti addirittura migliore di prima, mi ha liberato da una domanda per la quale avevo già da tempo una risposta che non riuscivo, o non potevo vedere. In quell’esperienza, la passione e il coinvolgimento emotivo e mentale nei confronti dell’oggetto della mia riparazione si sono rivelati essenziali per riuscire ad ascoltare e capire ogni suo meccanismo, ogni materiale ed ogni sua parte, per intervenire sulle rotture e i disequilibri e dedicarci senza fretta tutto il tempo necessario per comprendere ed agire, tutto il tempo che il pianoforte meritava. Oltre naturalmente allo studio, alla pratica e all’esperienza, la sensibilità, il coinvolgimento e l’attenzione sono fondamentali per ogni lavoro ben compiuto, e possono scaturire solo dalla passione per quello che si fa.

Da lì, con il proposito di crescere e migliorare attraverso l’applicazione e il confronto (spirito che mi accompagna tuttora), è iniziata la mia vita, molto più vicina a me di tutti i posti in cui pensavo l’avrei trovata. Ci ero sempre stata seduta sopra, fin da quando giocavo con gli attrezzi nel laboratorio di stereofonia e intaglio dei miei genitori.
Dopo di allora, con l’aiuto degli studi universitari e musicali, ho iniziato a costruire strumenti musicali di ispirazione storica e successivamente anche strumenti moderni, accessori per strumenti, per musiciscamilla-al-pianoti ed appassionati di musica, tra cui ad esempio martelletti per salteri, plettri e cofanetti in cui custodirli, targhe per case, custodie e strumenti, scatole per corde.

Non ho voluto abbandonare la passione per la storia, l’archeologia, l’arte e la comunicazione attraverso di essa. Sono fermamente convinta che la forza di un simbolo (ancestrale, antico o strettamente personale) o di un memento sia nel potere evocativo che ci stimola ogni volta che vi posiamo sopra gli occhi; così ho iniziato a realizzare pannelli e oggetti in legno incisi e lavorati a mano riportanti decorazioni storiche tratte da reperti esistenti, ispirazioni da stili architettonici e pittorici, simbologie folkloriche e tradizionali, locuzioni, mementi.

Lo stimolo alla ricerca del piacere visivo, all’abbellimento di sé stessi e dell’ambiente in cui viviamo per apprezzarlo maggiormente è una radicata inclinazione umana, testimoniata fin dalle primitive ghirlande floreali arrivando agli eccessi dell’architettura barocca. È altrettanto vero però, che l’efficacia di un decoro sta non solo nell’ammirazione estetica ma soprattutto nella sua funzionalità o nel messaggio che porta con sé, nella sua capacità di trasmissione circoscritta, selettiva o universale.
Ogni realizzazione nasce dal chiaro intento di superare la semplice funzione estetica e stimolare un ricordo, un ragionamento, un pensiero, o evocare l’influenza che i solo i simboli sanno e possono indurre, spronandoci a riaccendere le nostre potenzialità sopite.